La vera ed unica
storia delle origini del sodalizio giallorozzo
Nata in cattività, nell’anno di disgrazia 1927, la as Rom fu il frutto di un
incrocio, di una fusione, tra 5 piccole società calcistiche rionali ,
rappresentanti una sostanziosa fetta della periferia cittadina, voluta per mera
imposizione del regime fascista, allora governante in Italia. Di loro potremmo
dire di una nascita coatta per tifosi coatti…solo in tempo saprà ben avvalorare
questa tesi. Tra le principali motivazioni che spinsero le alte sfere del
fascismo romano ad attuare questo progetto di fusione, ci fu l’esigenza di dare
domicilio alle passioni sportive delle decine di migliaia di immigrati che, a
quell’epoca, affluivano a Roma da varie regioni d’Italia, in particolare dalla
Calabria, dalla Sicilia, dalla Campania , dalla Lucania e dal Veneto, attratti
dalle imponenti opere di edificazione e bonifica del regime mussoliniano. Tale
immigrazione coincideva perfettamente con lo sviluppo del football in Italia e
la più antica e grande squadra cittadina, la S.S. Lazio 1900, per la sua storia
assolutamente radicata nella tradizione romana, non poteva certo rispondere
all’esigenza di un tifo, diremmo oggi, multietnico. Da qui l’idea del progetto
as Rom(a).
Non a caso giova ricordare che il nuovo sodalizio , che, nella sua ragione
sociale ricopiò in toto i colori ed i simb
oli del logo comunale, fu
immediatamente confinata in uno dei più periferici suburbi della capitale,
Testaccio, che all’epoca era la borgata dormitorio degli immigrati che
prestavano opera nel mattatoio comunale. Ci fu l’esigenza di fornire subito un
impianto degno del calcio alla nuova as Rom(a) e così si riadattò alla bella e
meglio, un vetusto impianto sportivo, sempre sito in Testaccio, con le
infrastrutture in legno, da contrapporre al ben più moderno stadio della
Rondinella, nel quale la Lazio, da ormai svariati anni, deliziava il popolo
romano, sito, ovviamente, nel popolare rione Flaminio, a due passi da Piazza del
popolo.
Potremmo dire che la as Roma, fu , per etimologia, una abile mossa politica per
ingraziare le grandi masse popolari, unitamente al loro sostegno politico.
Giova
ricordare, altresì, che al progetto giallorozzo, inizialmente, fu annessa anche
la più antica squadra dell’Urbe, la Lazio, che, però, per i motivi di cui
sopra, rifiutò l’imbarbarimento della fusione, preservando per sempre la
propria identità capitolina, assurgendosi, così, quale unico e solo simbolo
della città eterna.